Comprendere i flussi turistici per comprendere il turismo

Quando si parla di turismo si incontrano spesso due termini fondamentali: Incoming e Outgoing.

Molti li conoscono come semplici definizioni tecniche utilizzate da Tour Operator, Agenzie di Viaggio, DMC e professionisti del settore, ma in realtà rappresentano due modelli operativi completamente diversi che influenzano il lavoro, l’organizzazione aziendale, le strategie commerciali e la gestione dei flussi turistici.

La differenza principale è legata alla direzione del viaggio.

L’Incoming riguarda il turismo in entrata, ovvero l’arrivo di visitatori in una determinata destinazione.

L’Outgoing riguarda invece il turismo in uscita, cioè le persone che lasciano il proprio territorio per raggiungere altre regioni o altri Paesi.

Dietro queste due semplici definizioni si nascondono però modalità operative molto diverse tra loro.

Che cos’è l’Incoming nel turismo

Per Incoming si intende l’insieme delle attività dedicate all’accoglienza dei turisti all’interno di una destinazione.

Un esempio semplice è rappresentato dai turisti stranieri che arrivano in Italia per visitare città d’arte, località balneari, territori enogastronomici o destinazioni naturalistiche.

In questo caso entrano in gioco DMC (Destination Management Company), Tour Operator locali, Agenzie di Viaggio, Guide Turistiche, Accompagnatori Turistici e numerosi fornitori del territorio.

Le attività principali riguardano:

  • prenotazioni alberghiere;
  • trasferimenti;
  • escursioni;
  • visite guidate;
  • esperienze enogastronomiche;
  • organizzazione di eventi;
  • servizi di assistenza.

Dal punto di vista economico, l’Incoming genera un flusso di denaro che arriva dall’esterno e si riversa sull’economia locale, contribuendo alla crescita del territorio e delle imprese turistiche.

Che cos’è l’Outgoing nel turismo

Per Outgoing si intende invece l’organizzazione di viaggi verso destinazioni esterne rispetto al territorio di origine del cliente.

È il caso dei turisti italiani che viaggiano in Europa, negli Stati Uniti, in Asia, in Africa o in qualsiasi altra destinazione nazionale o internazionale.

L’Outgoing è il modello operativo adottato dalla maggior parte dei Tour Operator generalisti e comporta una gestione molto più articolata dei flussi turistici.

Ogni destinazione richiede:

  • studio;
  • analisi;
  • verifica dei fornitori;
  • accordi commerciali;
  • costruzione dell’itinerario;
  • controllo dei servizi;
  • gestione delle normative;
  • assistenza ai clienti.

Ogni viaggio rappresenta spesso un progetto a sé stante.

Perché lavorare nell’Outgoing è più complesso

Dopo molti anni trascorsi nel settore turistico ho maturato una convinzione precisa: Incoming e Outgoing sono due attività profondamente diverse.

Chi lavora in Incoming opera generalmente in un territorio che conosce bene.

Lavora con strutture alberghiere che frequenta abitualmente, con fornitori che conosce personalmente, con guide e collaboratori con cui spesso collabora da anni.

Con il tempo si crea una rete consolidata di rapporti professionali che rende il lavoro più stabile e prevedibile.

L’Outgoing presenta invece una variabilità molto più elevata.

Un Tour Operator generalista può costruire viaggi in Italia, in Europa o in qualsiasi altra parte del mondo.

Può passare da una crociera a un viaggio itinerante, da una vacanza mare a un tour culturale, da un viaggio naturalistico a un’esperienza sportiva.

Ogni progetto richiede nuove verifiche, nuovi accordi, nuovi controlli e nuove responsabilità.

La complessità organizzativa aumenta in modo significativo.

Accompagnatore Turistico: Incoming e Outgoing sono due mondi diversi

Anche per l’Accompagnatore Turistico le differenze sono molto evidenti.

Chi lavora prevalentemente in Incoming opera spesso all’interno di territori che conosce perfettamente.

Conosce le strutture, i collaboratori, le guide locali, i ristoranti e le dinamiche operative della destinazione.

Lavora quindi in un contesto più stabile e prevedibile.

L’Accompagnatore che opera in Outgoing vive invece una realtà completamente diversa.

Ogni viaggio può significare una nuova destinazione, nuove culture, nuove normative, nuove lingue, nuove abitudini e nuove modalità operative.

Per questo motivo il lavoro richiede una preparazione continua, una forte capacità di adattamento, una leadership sviluppata e una notevole autonomia gestionale.

Le responsabilità aumentano e cresce anche la necessità di studiare e preparare accuratamente ogni partenza.

Travel Designer: costruire un viaggio non significa soltanto prenotare

Anche la figura del Travel Designer vive dinamiche differenti tra Incoming e Outgoing.

Nel turismo Incoming il professionista lavora spesso su destinazioni che conosce direttamente e può costruire negli anni una rete consolidata di collaboratori e fornitori.

Nel turismo Outgoing la situazione cambia radicalmente.

Il Travel Designer deve conoscere destinazioni molto diverse tra loro, comprendere culture differenti, individuare fornitori affidabili e progettare itinerari che siano contemporaneamente esperienziali, sicuri, sostenibili e performanti.

Costruire un viaggio significa assumersi una responsabilità importante verso il cliente.

Non basta creare un itinerario interessante.

Occorre costruire un progetto che funzioni realmente.

Il lavoro invisibile che il turista non vede

Uno degli aspetti meno conosciuti del turismo riguarda tutto ciò che accade prima della partenza. Molti clienti vedono soltanto il risultato finale: vedono il viaggio, vedono l’albergo, vedono l’esperienza.

Raramente percepiscono il lavoro che precede la costruzione di un pacchetto turistico.

Dietro ogni itinerario possono esserci mesi di studio, sopralluoghi, site inspection, accordi commerciali, verifiche operative, controlli di qualità, gestione assicurativa, aspetti normativi e strategie di vendita. Quando tutto funziona, il cliente vive un’esperienza naturale e piacevole.

È proprio questo il risultato di un lavoro ben fatto.

Incoming e Outgoing: due modelli diversi, un unico obiettivo

Incoming e Outgoing non sono semplicemente due definizioni utilizzate nel turismo.

Sono due modelli organizzativi che richiedono competenze, strategie e approcci differenti.

L’Incoming valorizza il territorio e costruisce esperienze attraverso una profonda conoscenza della destinazione.

L’Outgoing richiede invece una continua capacità di adattamento, una forte organizzazione e la capacità di operare su mercati e destinazioni molto diversi tra loro.

Entrambi svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dei flussi turistici e nella crescita dell’industria turistica.

Comprendere queste differenze significa comprendere meglio il lavoro che si nasconde dietro ogni viaggio e il valore delle figure professionali che operano quotidianamente nel settore.

Una riflessione finale

Dopo molti anni trascorsi nel turismo ho imparato che non esiste un settore più facile dell’altro. Incoming e Outgoing presentano sfide diverse ma entrambe richiedono competenza, organizzazione, responsabilità e una continua capacità di adattamento.

Chi lavora nell’Incoming deve essere in grado di intercettare mercati esteri, comprendere culture diverse, promuovere il territorio e costruire relazioni solide con operatori e clienti provenienti da tutto il mondo. È un lavoro che richiede una forte conoscenza della propria destinazione e un costante aggiornamento dei servizi offerti.

Chi lavora nell’Outgoing affronta invece una complessità differente. Costruire viaggi verso destinazioni nazionali e internazionali significa confrontarsi ogni giorno con nuovi fornitori, nuove normative, nuove realtà operative e nuovi rischi. Molto spesso il cliente vede soltanto il viaggio finito, ma dietro un pacchetto turistico esistono mesi di ricerca, verifiche, accordi commerciali, controlli e pianificazione.

Personalmente ritengo che una delle responsabilità più importanti di un Tour Operator sia quella di verificare direttamente ciò che propone. Per questo motivo negli ultimi anni, con Domino Experience, abbiamo intrapreso un percorso orientato sempre più alla qualità e al controllo diretto dei servizi. Sempre più spesso raggiungiamo le destinazioni prima dei clienti per visionare strutture, incontrare partner locali, verificare itinerari e valutare personalmente la qualità dei servizi che entreranno a far parte dei nostri pacchetti turistici.

Perché il turismo non significa soltanto vendere un viaggio. Significa assumersi la responsabilità di ciò che si propone, garantire sicurezza, affidabilità e qualità, trasformando un semplice spostamento in un’esperienza che lasci un ricordo positivo e duraturo nel tempo.

Autore

Luca Dominici è Direttore Tecnico Turistico, formatore e imprenditore nel settore dei viaggi. È fondatore di Domino Experience e svolge attività di docenza, consulenza e formazione professionale nel settore turistico.

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